Scone, financier e madeleine: dove fare merenda a Parigi

Deux madeleines maison aux pépites de chocolat dans les mains d'une cliente au coffee shop Marlette des Martyrs à Pigalle, avec brunch et boisson en arrière-plan
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Foto di copertina: @lapuertaontheroad

Sono le 16:30, quel momento sospeso in cui Parigi esita tra il pomeriggio che si allunga e la sera che si avvicina. È l’ora della merenda, quel rito che spesso trascuriamo, presi come siamo dalla fretta di correre da un appuntamento all’altro. Eppure, prendersi il tempo di sedersi davanti a un buon scone ancora tiepido, un financier croccante sotto i denti o una madeleine al limone, significa regalare una pausa alla propria giornata. Parigi è piena di indirizzi dove questo momento diventa una piccola parentesi preziosa.

Che cerchiate una sala da tè riservata nel Marais, un coffee shop nel 9° arrondissement dove si servono scone degni di un afternoon tea londinese, o una pasticceria artigianale che rivoluziona la madeleine, questa selezione vi guida verso i migliori indirizzi per una merenda riuscita. Abbiamo percorso i quartieri, assaggiato, confrontato. Ecco il risultato.

💡 Il nostro consiglio

Preferite le ore meno affollate (prima delle 16 o dopo le 17:30) per godervi appieno l’atmosfera ed evitare la coda negli indirizzi più frequentati. La merenda è anche una questione di tempismo.

Gli scone a Parigi: una questione di consistenza e burro

Un cliente intinge un cucchiaio di marmellata fatta in casa in una ciotola bianca, accanto a una fetta di pane integrale. Marlette Pigalle, Parigi.
Crediti fotografici @lapuertaontheroad

Cosa cerchiamo in un buon scone

Uno scone riuscito è prima di tutto una questione di mollica. Non secca come un biscotto dimenticato in fondo alla credenza, non densa come un muffin mal riuscito. La consistenza ideale è quella di una nuvola: friabile in superficie, morbida all’interno, con quella leggera resistenza quando lo si spezza in due. Poi c’è il burro. Niente olio neutro né margarina: burro di zangola, che si sente al primo morso. Alcuni aggiungono gocce di cioccolato, altri puntano su frutta secca o arancia candita. Ma soprattutto, uno scone deve profumare bene. Quell’odore di forno ancora caldo, di farina che ha preso il suo colore dorato.

Gli inglesi hanno le loro regole rigide: clotted cream, marmellata di fragole, servizio impeccabile. A Parigi ci si affranca un po’ dalla tradizione. Si trovano scone salati al cheddar e rosmarino, versioni XXL farcite alla crema di castagne, varianti al tè matcha. Quello che conta è che il risultato sia buono. Non serve fare gli zelanti con tre piani di porcellana se lo scone in sé è secco.

Marlette, rue des Martyrs: lo scone come piace a noi

Da Marlette, gli scone fanno parte di quelle preparazioni realizzate da noi, nel laboratorio dell’île de Ré. Due versioni: al naturale (da spalmare con marmellata fatta in casa) o salati con pancetta e formaggio, per chi preferisce l’aperitivo dolce-salato della merenda. La mollica è friabile senza sbriciolarsi ovunque, il burro si intuisce senza sovrastare il resto. Li serviamo appena riscaldati, con un cappuccino o un matcha latte se propendete per il campo delle bevande dal benessere.

Ciò che apprezziamo particolarmente: l’assenza di fronzoli. Niente decorazioni da Instagram, niente estetica che prende il sopravvento sul gusto. Solo un buon scone, un piattino, un tavolo vicino alla finestra se siete fortunati. Gli abitanti del quartiere lo sanno, e spesso passano a fine pomeriggio per portarne via due o tre prima che il forno si spenga.

  • Indirizzo: 51 rue des Martyrs, 75009 Parigi
  • Disponibile anche: 45 rue des Abbesses, 75018 Parigi
  • Formula merenda: scone + bevanda calda
  • Niente prenotazioni da Marlette, tranne per i gruppi il pomeriggio: si viene a vedere se c’è posto

Per scoprire altri buoni indirizzi da provare nella capitale, date un’occhiata ai nostri ristoranti preferiti a Parigi, dove troverete altri posti per prolungare la giornata dopo la merenda.

✅ Da ricordare

Un buon scone parigino si riconosce da tre segni: una mollica né secca né pesante, vero burro in quantità generosa, e una cottura ben controllata che dà quella crosta leggermente dorata. Da Marlette, spuntiamo tutte e tre le caselle.

Rose Bakery e gli altri valori sicuri dello scone inglese

Dalle parti del Marais, Rose Bakery (anche rue des Martyrs, o rue de Turenne a seconda dell’umore) resta un riferimento per chi cerca lo spirito cottage britannico trasposto a Parigi. Gli scone qui sono massicci, quasi intimidatori, serviti con clotted cream importata e marmellata artigianale. L’atmosfera pende verso la sala da tè chic senza essere formale. Ci si incrocia tanto con turisti in cerca di autenticità quanto con parigini abituali della domenica.

Altri indirizzi da provare se siete nei paraggi: Smith & Son (rue de Saintonge), che propone scone più compatti, perfetti per placare un languorino senza appesantirsi, e Claus (rue Jean-Jacques Rousseau), dove lo scone fa parte di un menu merenda generoso. Attenzione però: alcuni locali servono scone che assomigliano più a muffin troppo cotti. Fidatevi del vostro istinto e non esitate a chiedere se sono fatti in casa.

Financier, madeleine & biscotti: le star francesi della merenda

Assortimento di pasticceria biologica appena preparata: madeleine, financier e piccoli dolci dorati fatti in casa da Marlette

Il financier, quel piccolo lingotto croccante

Il financier è il contrario dello scone: niente mollica, solo una crosta dorata che avvolge un cuore morbido alle mandorle. Appena esce dal forno, ha quella consistenza quasi caramellata sui bordi, quell’odore di burro nocciola che sale dritto al cervello. Troppo spesso lo si trova industriale, molle, con un retrogusto di farina di mandorle scadente. Il buon financier parigino, quello che cerchiamo, croccia sotto i denti prima di sciogliersi.

Da Sébastien Gaudard (rue des Martyrs, ancora, decisamente questo quartiere concentra tutto), il financier è un’istituzione. Forma rettangolare classica, burro AOP, farina di mandorle tostata. Niente da ridire. Se ne possono prendere tre senza sensi di colpa: sono piccoli, eleganti, e spariscono in due bocconi. La loro versione pistacchio-lampone è un gioiello se volete variare.

Altro indirizzo solido: Fou de Pâtisserie (diversi punti vendita a Parigi), che propone financier d’autore firmati da diversi chef. La selezione cambia regolarmente, ma vi si trova sempre una versione classica impeccabile E nei nostri caffè da provare per una pausa dolce ben meritata.

1
Individuare il colore
Un financier troppo pallido = poco cotto, mancherà di carattere. Troppo scuro = burro bruciato, amarezza. La tonalità ideale: caramello chiaro.
2
Annusare prima di addentare
L’odore del burro nocciola deve essere evidente. Se profuma solo di zucchero, passate oltre.
3
Testare la consistenza
La crosta deve resistere leggermente sotto i denti, poi cedere su un interno fondente. Troppo molle = fallito. Troppo secco = troppo vecchio.

La madeleine: nostalgia e limone

Parlare di madeleine senza evocare Proust è quasi un reato. Ma al di là del riferimento letterario, la madeleine resta quel dolce confortante che si intinge nel tè infischiandosene bellamente del protocollo. La versione classica al limone domina, ma Parigi ha visto fiorire varianti al cioccolato, al miele di castagno, al fiore d’arancio. Ciò che fa la differenza: la gobba ben marcata, la mollica ariosa, e quel gusto di scorza che persiste in bocca.

À la Mère de Famille (diverse boutique storiche), le madeleine sono vendute in sacchetti di carta kraft, come una volta. Non faranno mai bella figura su Instagram, ma hanno quella consistenza morbida e quel profumo di burro fresco che ricordano quelle dell’infanzia. Si portano via per la merenda in ufficio o in un giardino pubblico.

Pain de Sucre (rue de Rambuteau) propone una versione più sofisticata, con una madeleine XXL farcita al pralinato di nocciola. Meno infantile, più golosa. Perfetta se volete trasformare la merenda in un momento un po’ più festivo. Attenzione: una sola basta ampiamente, sono generose.

Cookies, brownie e altre tentazioni dolci da Marlette

Torniamo da Marlette, perché gli scone non sono le uniche star della merenda. I cookies (gocce di cioccolato-sesamo o cioccolato-noci) hanno quella consistenza che si cerca disperatamente altrove: croccante sui bordi, morbido al centro, con vere gocce che si sciolgono. Niente farina bianca raffinata in eccesso, niente zucchero che aggredisce i denti. Solo un buon cookie, come si faceva prima che tutto diventasse standardizzato.

Il fondente al cioccolato (attenzione, è un cuore fondente, non un colante, la differenza conta) merita anch’esso una deviazione: fior di sale dell’île de Ré, cioccolato che non fa la primadonna, giusto quanto basta di zucchero. Lo si ordina spesso con un flat white per bilanciare. Il brownie alle noci pecan, invece, assume il suo lato denso e generoso. Una porzione basta per due se non avete troppa fame.

  • Preparazioni biologiche: tutte le preparazioni pasticcere Marlette (cookies, fondenti, brownie, scone) sono biologiche. I piatti salati serviti al caffè, invece, non lo sono, teniamo i piedi per terra.
  • Produzione: île de Ré, dove tutto è cominciato nel 2010
  • Disponibile in entrambi i caffè parigini: Martyrs e Abbesses

Se volete prolungare la passeggiata golosa, scoprite l’atmosfera dei nostri coffee shop, dove la merenda si inserisce in una filosofia più ampia di rallentamento urbano.

✅ Vantaggi Marlette ❌ Limiti
• Preparazioni biologiche fatte in casa
• Nessun conservante né additivo
• Atmosfera di quartiere, niente turismo di massa
• Bevande dal benessere (matcha, chai, ube)
• Niente computer tra le 11:30 e le 14:30 né nel weekend
• Niente prenotazioni da Marlette, tranne per i gruppi il pomeriggio
• I pancake sono disponibili solo agli Abbesses

Le sale da tè parigine: l’arte della merenda all’antica

Due tazze di caffè Marlette con latte art, accompagnate da piatti di brunch goloso a Parigi

Angelina, il classico intramontabile (e rivendicato)

Impossibile parlare di merenda a Parigi senza citare Angelina, rue de Rivoli. Sì, è turistico. Sì, spesso c’è la coda. Sì, la cioccolata calda all’antica ha un prezzo esorbitante. Ma resta imbattibile. Densa come una crema, servita con una montagna di panna montata, accompagnata dal famoso mont-blanc che ha fatto la fama della casa. Non ci si va per l’atmosfera intima, ci si va per spuntare una casella e dirsi di aver assaggiato il mito.

Se volete evitare la calca, provate l’annesso dei Grands Magasins (al Printemps Haussmann): stesso menu, meno gente, vista mozzafiato sui tetti parigini. La merenda lì è quasi altrettanto buona, ed eviterete di fare la coda per quaranta minuti.

Carette, place des Vosges: la terrazza che cambia tutto

Carette è la sala da tè dove si viene tanto per la vista quanto per i dolci. Le madeleine sono corrette, i financier anche, ma è soprattutto la terrazza in place des Vosges a giustificare lo spostamento. Sedersi lì un mercoledì pomeriggio soleggiato, ordinare un caffè e una fetta di millefoglie, guardare i passanti passeggiare sotto i portici: ecco una merenda parigina in tutto il suo splendore. Il servizio è a volte un po’ lento, ma non c’è fretta. È proprio questo il principio.

Un altro Carette da provare se siete dalle parti del Trocadéro: stesso spirito, stessa qualità, vista sulla Torre Eiffel in più. Anche qui, si viene per l’esperienza quanto per la merenda in sé.

Ladurée: tra kitsch ed eccellenza

Ladurée è complicato. Da un lato, i macaron sono impeccabili (anche se si può discutere del prezzo). Dall’altro, l’atmosfera pende decisamente verso l’arredamento da bambola Barbie versione Versailles. Le dorature, i lampadari, le tovaglie ricamate: è tutto un po’ eccessivo. Ma i financier sono eccellenti, le madeleine anche, e il tè Marie-Antoinette (sì, si chiama davvero così) resta un imperdibile se amate le infusioni floreali.

Vi consigliamo piuttosto la boutique rue Bonaparte (Saint-Germain) rispetto a quella degli Champs-Élysées, decisamente più tranquilla. Potrete prendervi la vostra merenda senza essere spintonati da un’orda di turisti in cerca del macaron perfetto per la loro storia.

⚠️ Da tenere a mente

Nelle sale da tè molto turistiche, il rapporto qualità-prezzo può rapidamente peggiorare. Una merenda per due da Angelina o Ladurée supererà facilmente i 40 euro. Se il budget conta, preferite gli indirizzi di quartiere come Marlette, Rose Bakery o le pasticcerie artigianali del Marais.

Quartiere per quartiere: dove fare merenda secondo la vostra passeggiata

Il 9° arrondissement: Martyrs e i suoi tesori golosi

Rue des Martyrs è un po’ la spina dorsale della merenda parigina. Partendo dalla metro Notre-Dame-de-Lorette e risalendo verso Montmartre, incrocerete una decina di indirizzi dove fermarvi. Marlette (al 51), Rose Bakery (al 46), Sébastien Gaudard (al 22), senza dimenticare Popelini per i bignè alla crema e Mesdemoiselles per le madeleine farcite.

Il vantaggio del quartiere: ci si può passare l’intero pomeriggio, alternando negozi vintage, librerie indipendenti e pause dolci. La merenda diventa pretesto per gironzolare, ed è esattamente così che dovrebbe essere.

Montmartre e il 18°: Abbesses, Lepic, e le terrazze segrete

Il 18° è la Parigi che amiamo: meno levigata, più viva. Da Marlette Abbesses (45 rue des Abbesses), la merenda prende un’aria di pausa di quartiere. Vi si incrociano vicini, habitué che vengono a cercare i loro scone del mercoledì, coppie che si accomodano per una cioccolata calda e una fetta di fondente. I pancake (disponibili solo in questo indirizzo, non in rue des Martyrs) fanno anche ottime merende XXL se avete saltato il pranzo.

Risalendo verso rue Lepic, fermatevi da Arnaud Delmontel: i suoi financier pistacchio-amarena valgono la deviazione, così come i suoi cookies al cioccolato bianco e mirtilli rossi. Un po’ più su, Coquelicot (rue des Abbesses) propone crostate di frutta di stagione perfette per una merenda meno pesante.

Il Marais: tra classici e indirizzi riservati

Il Marais è il terreno di gioco ideale per chi ama moltiplicare le tappe merenda. Cominciate da Café Pinson (rue du Forez) se propendete per l’healthy: cookies alla farina di farro, dolci senza glutine, bevande vegetali. Proseguite da Berthillon (île Saint-Louis) per un gelato artigianale, tecnicamente non una merenda, ma non importa. Concludete da Carette place des Vosges per il caffè finale.

Il Marais è anche L’Éclair de Génie (diverse boutique), dove gli éclair diventano pretesto per ogni audacia: caffè-tonka, yuzu-lampone, caramello al burro salato. Non la merenda più ragionevole, ma a volte si ha voglia proprio di un éclair de génie.

Rive gauche: Saint-Germain, Odéon, e le istituzioni

Sulla riva sinistra, la merenda si prende spesso in terrazza. Ladurée Bonaparte, Pierre Hermé rue Bonaparte, Café de Flore (carissimo ma leggendario): tanti indirizzi dove si viene tanto per vedere ed essere visti quanto per mangiare. I financier di Pierre Hermé sono notevoli, soprattutto la versione Infiniment Vanille. Anche le sue madeleine al limone.

Per un’esperienza più rilassata, andate da Odette (rue Galande), tempio del bignè alla crema. Non uno scone, non un financier, ma questi piccoli bignè croccanti e ben farciti fanno una merenda perfetta. La coda può essere lunga nel weekend, ma avanza velocemente.

16:30

l’ora ideale per la merenda parigina, né troppo presto né troppo tardi

Domande frequenti

Dove trovare i migliori scone a Parigi per una vera merenda britannica?

Per uno scone degno di questo nome, direzione Marlette (rue des Martyrs o Abbesses), dove gli scone al naturale e salati con pancetta e formaggio sono preparati da noi nel laboratorio dell’île de Ré. Rose Bakery (Marais o rue des Martyrs) resta anch’essa un valore sicuro se cercate lo spirito cottage inglese con clotted cream e marmellata fatta in casa. Smith & Son (rue de Saintonge) propone versioni più compatte, ideali per una merenda leggera.

Qual è la differenza tra un financier e una madeleine?

Il financier è un piccolo dolce rettangolare a base di farina di mandorle, albumi e burro nocciola. La sua consistenza è croccante in superficie, morbida al centro. La madeleine, invece, è realizzata con farina, uova intere e burro fuso, spesso aromatizzata al limone. La sua forma a conchiglia e la sua caratteristica gobba la rendono riconoscibile fra mille. Entrambe si gustano a merenda, ma il financier è più denso e meno arioso della madeleine.

Si può prenotare un tavolo per la merenda da Marlette?

Per un tavolo normale, no: i nostri caffè funzionano senza prenotazione, al mattino, a pranzo e il pomeriggio. Basta passare direttamente, il nostro team fa sempre il possibile per trovare un tavolo rapidamente. L’unica eccezione sono le prenotazioni di gruppo. Accogliamo le prenotazioni di gruppo solo il pomeriggio, dalle 15 alle 17 dal lunedì al venerdì e dalle 15 alle 18 nel fine settimana, tramite il nostro modulo di prenotazione di gruppo. Non possiamo accettare richieste di prenotazione per un tavolo piccolo o al di fuori di questa fascia oraria.

Quali sono i quartieri parigini dove la merenda è un’istituzione?

Il 9° arrondissement (rue des Martyrs) concentra un numero impressionante di buoni indirizzi per la merenda: Marlette, Rose Bakery, Sébastien Gaudard, Popelini. Montmartre (18°) offre un’atmosfera più intima con Marlette Abbesses, Arnaud Delmontel e Coquelicot. Il Marais (3° e 4°) seduce per la sua diversità: Café Pinson, Carette place des Vosges, L’Éclair de Génie. Infine, Saint-Germain (6°) riunisce le grandi istituzioni: Ladurée, Pierre Hermé, Odette.

La merenda da Marlette è adatta ai bambini?

Sì, Marlette accoglie le famiglie in un’atmosfera a misura di bambino e senza troppe formalità. Le preparazioni pasticcere (cookies, scone, fondenti) sono biologiche, senza conservanti né additivi, il che rassicura i genitori attenti alla qualità degli ingredienti. Lo spazio è intimo ma accogliente, ideale per una merenda in famiglia nelle ore tranquille (preferite prima delle 16 o dopo le 17:30 per evitare l’affluenza). I bambini apprezzano particolarmente i cookies gocce di cioccolato-noci e gli scone al naturale da spalmare con marmellata.

Che budget prevedere per una merenda a Parigi?

Il budget varia molto a seconda dell’indirizzo. Da Marlette, calcolate tra 8 e 12 euro per uno scone o un cookie accompagnato da una bevanda calda (cappuccino, matcha latte, chai). Nelle sale da tè turistiche come Angelina o Ladurée, la merenda per due può facilmente superare i 40 euro. Le pasticcerie di quartiere (Arnaud Delmontel, Coquelicot, Odette) propongono tariffe intermedie, intorno ai 10-15 euro a persona. Per una merenda da asporto, i financier o le madeleine acquistati in boutique costano tra 2 e 4 euro al pezzo.

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